Video a 360 Gradi e Storytelling

DIVERSIFICARE LA PRODUZIONE

Negli articoli precedenti abbiamo imparato a conoscere un Video a 360 Gradi, abbiamo capito come funzione e qual è la tecnologia che cela dietro. Successivamente abbiamo dato un’occhiata ai dispositivi in commercio, limitandoci a quelli acquistabili nel nostro paese ma non mancando di menzionare illustri competitors oltreoceano. A questo punto abbiamo acquistato simbolicamente la nostra Videocamera abile a produrre video a 360 gradi, e ci poniamo la legittima domanda: cosa ci facciamo? Ovviamente, non esiste una lista di prodotti che si possono o non si possono creare utilizzando video a 360 gradi, potenzialmente possono essere utilizzati per raccontare qualsiasi cosa, e l’unico limite risiede nella fantasia del videomaker. Tuttavia ci sono prodotti che si prestano maggiormente di altri ad essere prodotti in questo modo.

INTRATTENERE

Siamo nel campo del puro intrattenimento. Questi prodotti sono pensati per essere fruiti con il supporto di un visore a 360 gradi, che sia un Google Cardboard o similare. L’immmersione totale nel video, unita ad un uso sapiente della scena, dei movimenti degli attori, e delle musiche, produce un effetto di gran lunga superiore a quello di un normale film horror. Il video che ho suggerito e’ solo un esempio, tra l’altro piuttosto blando, che però suggerisce un punto piuttosto importante quando si tratta di video a 360 gradi: come suggerire il punto di vista. Se a comandare lo sguardo, infatti, è il fruitore stesso, libero di guardare ovunque sulla scena, come possiamo essere sicuri che esso guarderà nella giusta direzione quando comparirà l’assassino, il mostro, o l’alieno? Se da una parte infatti l’immersività coinvolge, dall’altra il senso di libertà porta ad un estraniamento, e non è difficile che un cortometraggio a 360 gradi creato per spaventare, finisca per risultare demenziale. Questo ci porta ad un’altra possibilità.

DIVERTIRE

Ricordate tutti il giochino “Where’s Waldo”? No? Si trattava di individuare un buffo personaggio con maglia a righe ed occhialoni, all’interno di un disegno pieno zeppo di altri personaggi. Questi signori hanno pensato bene di adattare il gioco in un video a 360 gradi, e riempirlo il più possibile di altri personaggi, situazioni, gag e simpatici effetti speciali, facendo della libertà di movimento del punto di vista il proprio punto di forza. Ammettiamolo, è un’idea divertente, ma al di là del simpatico Waldo lo spunto è quello di utilizzare un video a 360 gradi per raccontare situazioni in cui l’azione è realmente dislocata in tutte le direzioni.

ISTRUIRE

Ok, lo ammetto, è scorretto scomodare una produzione della BCC, tuttavia è utile da prendere come esempio nel campo del video istruttivo. Ovviamente si tratta di un video realizzato in buona parte con un programma di grafica 3d, che esula un po’ dal tema trattato, ma spiega perfettamente le potenzialità del mezzo. Lasciando da parte i dinosauri, il video a 360 gradi potrebbe mostrare una tomba medievale, l’interno di un museo, la carlinga di un aereo di linea, o anche la cucina di un famoso chef mentre prepara il suo piatto gourmet. Gli elementi di forza sono sempre gli stessi: l’immersività e la libertà di osservazione.

RACCONTARE

Un evento può essere raccontato con un video a 360 gradi. Probabilmente la video-notizia è il campo di applicazione a cui la tecnologia immersiva si presta maggiormente, e complice la fruizione sempre maggiore delle notizie attraverso dispositivi mobili, potrebbero sempre di più soppiantare il comune video. Una manifestazione, un flash mob, un evento di cronaca, il luogo di un delitto così come quello di una festa, sono le situazioni perfette da raccontare semplicemente piazzando al centro una telecamera a 360 gradi, magari aggiungendo del voice-over al video finale.

ACTION E SPORT

Altro campo di applicazione particolarmente azzeccato per la tecnologia dei video a 360 gradi. Moto cross, sci acquatico, parapendio, già cavalli di battaglia per le normali action cam, probabilmente finiranno per essere il naturale prodotto anche per i video immersivi. Salvo particolari momenti, ci si limita a guardare “davanti”, esattamente come con un video girato con una GoPro, però il gradevole senso di immersione che un video 360 può regalare, finirà per dettare il nuovo standard dei classici action-video.

Naturalmente ci sono sicuramente decine di altri modi di giustificare l’acquisto della vostra telecamerina da 500 euro, ad esempio il video pubblicitario, l’intervista, o anche il vostro “filmino” delle vacanze, perché no. In questo articolo ho provato a riassumere in macro-generi alcune delle più evidenti possibilità di sviluppo, tralasciando volutamente dettagli tecnici tutt’altro che insignificanti come il montaggio, e in generale la post-produzione. Ne parleremo nel prossimo articolo.

 

 

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